Blog dal futuro

mercoledì, gennaio 02, 2008

La legge sull'aborto

Carissimi lettori di cent'anni fa,
oggi, qui nel futuro, si festeggia (si fa per dire), il decennale dell'abrogazione della legge che consentiva l'interruzione volontaria della gravidanza. Era una legge molto antica, forse promulgata ai tempi vostri.

Dieci anni fa, appunto, una parlamentare ultra-catto-bigotto-conservatrice, tale Paola Gabinetti, confidenzialmente detta Latrina, propose l'abolizione in toto della legge appena citata. Questa parlamentare, più casta di una suora, più racchia di una suola, si era prefissa di convertire il mondo e siccome da qualche parte si doveva pur cominciare decise di iniziare a combattere dandosi alcuni obiettivi facili: l'aborto, gli omosessuali e gli ebrei. In effetti si trattava di argomenti già presi di mira nei secoli precedenti sui quali si poteva fare esperienza con facilità.

Il Pontefice di allora, Purissimus Levissimus II, fu folgorato da tanto cieco fondamentalismo e subito si mise ad acclamare pubblicamente le becere intenzioni della parlamentare. Visto il tanto entusiasmo del Papa, i cardinali lo seguirono senza indugio e poi i vescovi, i preti, i curati di campagna, i frati e le suore, i chierichetti e i boy-scout nonché tutto l'associazionismo confessional-retrivo.

Tutti costoro si riunirono ed organizzarono una manifestazione di piazza: l'unnaborto day. Non che fossero in tanti, anzi erano davvero pochini, ma la cosa piacque moltissimo all'eticissimo Silber che decise di dar loro una mano. Questi, grazie al controllo che esercitava (e tuttora esercita) sulle reti televisive, fece truccare i servizi, facendo sembrare la manifestazione molto imponente, poi diede ordine alle questure di decuplicare il computo dei manifestanti. Sconcertati da una partecipazione di popolo così massiccia, la maggioranza dei parlamentari si convinse che, per evitare di essere linciati dalla canaglia inferocita, era meglio abrogare la legge sull'aborto. E così fu.

Da allora è ripreso fiorente il mercato delle mammane, squallide megere che per quattrini (con pagamento anticipato) praticano aborti clandestini che in molti casi si concludono con l'uccisione del feto e anche della madre (che è il motivo per cui chiedono il pagamento anticipato).

Ovviamente le classi benestanti vanno ad abortire in Svizzera, dove, compreso nel prezzo, c'è anche una settimana in beauty farm, tanto che importa, sono spese che si possono detrarre dalla denuncia dei redditi!

So che sarete sconvolti da queste notizie, che a voi appariranno barbare ed incivili, purtroppo qui nel futuro siamo messi così. Adesso mi devo scollegare. La prudenza non è mai troppa.